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Vuoi affrontare una giornata sulla neve in montagna con le ciaspole, ma non sei sicuro di cosa mettere nello zaino? Come vestirsi per una ciaspolata?

Non c’è un’unica risposta corretta ai tuoi dubbi perché quanto e come coprirsi dipende non soltanto dalla temperatura esterna, ma soprattutto dalle condizioni personali che possono variare e solitamente peggiorano con la stanchezza.

Io solitamente quando preparo lo zaino, per non dimenticarmi nulla, penso alle varie parti del mio corpo da coprire, partendo dai piedi.

“Scarponcini o dopo-sci?”

Questa è la domanda che da guida mi sento fare più spesso da chi si iscrive per la prima volta ad una ciaspolata, soprattutto se ci sono dei bambini. I dopo-sci non vanno tanto bene per ciaspolare perché il rivestimento morbido non permette di bloccare al meglio la racchetta con il risultato che spesso il piede scivola via dalla ciaspola quando si esce dai percorsi battuti per camminare su un terreno un po’ più difficile o inclinato.

Consiglio quindi gli scarponcini, meglio se invernali. Spesso gli scarponcini estivi un po’ più spessi e impermeabili vanno bene per questa attività, naturalmente con sotto un bel paio di calze calde (lana di qualità o sintetiche). Anche qui un consiglio: se siete freddolosi/e ai piedi potete pensare di mettere fino a due paia di calze, di cui però una sottile ed una spessa. Ricordate che il piede si scalda con il sangue che vi affluisce: se stringete troppo, quest’ultimo fa fatica ad arrivare alle punte con l’effetto contrario a quello desiderato.

Pantaloni per la ciaspolata

Altra domanda classica è: “vanno bene i pantaloni da sci?”. A meno di una giornata molto fredda, io li sconsiglio perché la ciaspolata è un’attività aerobica dove muovendoci produciamo molto calore e sudore che devono essere dispersi. I pantaloni da sci alpino possono tenere troppo caldo con il rischio di sudare troppo. Ci vogliono quindi pantaloni il più possibile impermeabili, caldi e traspiranti. Io la maggior parte delle volte uso i pantaloni da trekking estivo più spessi con sotto una calzamaglia o dei sotto-pantaloni in micro pile o lana merinos. Per camminare bisogna avere inoltre pantaloni non troppo ingombranti per limitare lo sfregamento fra le cosce. Mi raccomando NON i jeans con la neve fresca se non volete che le vostre gambe assomiglino a quelle dell’omino Michelin.

“Elogio” delle Ghette

Spendo due righe per promuovere l’uso delle ghette che avvolgono la parte bassa dei pantaloni fino a coprire parte dello scarpone allo scopo di non fare entrare la neve dentro le calzature e non bagnare i pantaloni. Sono un gadget molto semplice e relativamente a basso costo, ma svolgono il loro lavoro perfettamente senza appesantire lo zaino o ingombrare.

ciaspolatori a Balme

Come vestirsi per una ciaspolata? “A cipolla” oppure no?

Gli escursionisti di lunga data vi consiglieranno di vestirvi a strati: come una cipolla! Questo era sicuramente valido con i materiali di una volta, ma in un certo senso è ancora corretto oggi, anche se cambiano gli indumenti. Io spiego sempre che durante un’escursione in montagna bisogna poter regolare facilmente la capacità di trattenere o rilasciare il calore, perché le condizioni esterne possono cambiare velocemente ed il ritmo del passo anche. Ecco che se avete il tutone da sci già citato sopra non siete in grado di regolare un bel niente con il rischio di arrivare alla meta bagnati fradici di sudore! Ma quali sono questi strati?

  • a contatto con la pelle una maglietta traspirante e calda. Oggi ci sono in commercio magliette di ogni prezzo, ma a coloro che dicono che le magliette sintetiche fanno puzzare rispondo che era vero per qualcuno agli inizi, ma i prodotti attuali hanno risolto il problema. Negli ultimi anni ho riscoperto l’intimo in lana merinos (in purezza o meno) che ha delle performance termiche eccezionali, traspira ancora bene ed è sottilissimo (niente a che vedere con le canottiere di lana spessa e pungente che ci facevano mettere negli anni ’80!). La lana è inoltre un’ottima alternativa ecologica per contrastare il problema delle microplastiche che ad ogni lavaggio finiscono nell’acqua e quindi in fiumi e mari. Il lato negativo è che la lana di qualità è parecchio costosa;
  • uno o più strati che regolano il calore. Qui i materiali possono essere diversi, dalle varie tipologie di materiali sintetici alla lana. I prezzi variano moltissimo in base alla marca, alla traspirabilità (importante!), accessori e sistemi vari per la regolazione del calore;
  • terzo strato. A questo livello entrano in gioco i capi più performanti che cambiano in base a cosa vogliamo ottenere: possiamo aggiungere uno strato antivento (softshell), un piumino (io lo uso SOLO quando sono in sosta a mangiare il meritato spuntino!), o una giacchetta (magari in primaloft).
  • il guscio esterno serve a riparare dal vento (windstopper) e dalla pioggia. A chi va in montagna in tutte le stagioni io consiglio vivamente l’acquisto di questa giacchetta sottile che potrete utilizzare in tutte le stagioni, mantenendovi asciutti e caldi.

Se sei una persona che solitamente suda parecchio ti consiglio comunque una maglietta di ricambio da utilizzare quando ci si ferma e si è bagnati.

Guanti, cappelli, occhiali…

Spesso non si da adeguata importanza a questi oggetti, invece sono fondamentali.

  • GUANTI. Come prima cosa portati almeno DUE paia di guanti nel caso che il primo paio si bagni o si perda. Oltretutto potresti portarti un paio più leggero e uno più pesante (per il solito discorso della regolazione). Anche in questo ambito ci sono svariati modelli, sappi che le moffole sono in  generale più calde, ma devono essere tolte quando si deve fare qualche operazione di precisione. Se usi la lana potrebbe essere utile avere una copertura impermeabile.
  • COPRIRE LA TESTA. Oltre ai cappelli, possiamo utilizzare fasce che mantengono calde le orecchie e la fronte, i “buff” che possono essere utilizzati in svariate maniere o in casi di forte freddo anche i passamontagna.
  • OCCHIALI DA SOLE. Durante una giornata di sole sulla neve ci si può fare molto male agli occhi: la neve è un perfetto specchio che riflette la luce oltre al fatto che più ci si alza di quota e più aumenta l’esposizione ai raggi UV . È
    necessario quindi proteggerli con delle lenti di adeguata protezione (la numero 3) e un minimo avvolgenti.

In ogni caso, prima di iniziare a fare lo zaino informati su come sarà il meteo facendo attenzione alle temperature, vento ed eventualmente a quale quota è previsto il passaggio da pioggia a neve, quindi puoi chiederti come vestirsi per una ciaspolata. A proposito, ti lascio un paio di link utili per delle previsioni attendibili (ricorda che oltre i 3 giorni in avanti hanno una percentuale di affidabilità bassa)

Buone gite,

Andrea Mantelli

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